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Incontinenza urinaria post-parto: la Dott.ssa Lucia Riganelli ci racconta cosa accade e come prevenire questo fenomeno
L’incontinenza urinaria post-parto è una condizione che colpisce molte donne dopo la gravidanza e il parto. Si tratta di una difficoltà nel controllare la vescica, che porta alla perdita involontaria di urina. Questo fenomeno è molto comune, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto, e può persistere per mesi o addirittura anni in alcune donne e diventare persistente. Ma perché accade, quali sono i sintomi principali e come è possibile affrontare questo problema?
Il parto, soprattutto quello vaginale, può mettere a dura prova i muscoli del pavimento pelvico, una serie di muscoli che supportano gli organi pelvici, inclusa la vescica. Durante la gravidanza, il peso crescente dell’utero e del feto esercita una pressione significativa su questi muscoli, indebolendoli. Durante il travaglio e il parto, il passaggio del bambino attraverso il canale vaginale può ulteriormente distendere e danneggiare i muscoli e i nervi che controllano la funzione della vescica.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Lucia Riganelli – medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologa, che si occupa di medicina rigenerativa, slow aging e medicina muscolo centrica – di spiegarci meglio questo fenomeno, che interessa molte donne a seguito di una gravidanza.
D: Quando si parla di indicazioni postpartum, quanto è importante fare una giusta prevenzione per affrontare al meglio sia il momento del parto che il postpartum?
R: Sicuramente, le pazienti che vogliono affrontare consapevolmente una gravidanza, dovrebbero fare una valutazione pre-concepimento, in cui si vanno a valutare dei determinati parametri che riguardano lo stile di vita. Questo dovrebbe avvenire pre-concepimento per sviluppare una consapevolezza che poi ti guidi durante la gravidanza e anche dopo, nel post- partum, ad affrontare al meglio e con meno fattori di rischio la gravidanza e la ripresa. La prima cosa da ottenere è sicuramente il peso forma, inteso come congrua percentuale di massa grassa e magra, e seguire un’alimentazione adeguata prevalentemente proteica, ed è importante eseguire regolarmente attività fisica: questi sono tutti fattori che possono influire positivamente sull’andamento della gravidanza e sul momento del parto, per cui tutte le “strutture fisiche” coinvolte, dai muscoli addominali, ai muscoli del pavimento pelvico, vengono conservate, permettendo così anche nel post-parto un recupero funzionale e biomeccanico precoce.
D: Durante la fase del post-parto, secondo la sua esperienza, quali sono le problematiche e i disturbi più comuni?
R: Le problematiche più conosciute, perché c’è tanta reticenza e poca prevenzione, sicuramente sono quelle correlate alla muscolatura del pavimento pelvico, che cede non solo per l’evento unico del parto, ma proprio per la gravidanza in sé. Infatti, queste problematiche di riscontrano anche in donne che hanno eseguito il taglio cesareo. Con la gravidanza si verifica un aumento fisiologico del peso, i muscoli si modificano e vengono indeboliti da questo evento che, pur essendo naturale, deve essere affrontato con le accortezze indicate nella mia precedente risposta, per non trovarsi ad avere problematiche di deficit urinario, incontinenza e prolasso del pavimento pelvico o anche lassità vaginale e ridotta sensibilità nell’intimità.
D: Molte donne non parlano delle difficoltà o problematiche fisiche – come appunto l’icontrollabilità della fuoriuscita dell’urina sotto il minimo sforzo o il prolasso del pavimento pelvico – per pudore e vergogna. È capitato anche secondo la sua esperienza?
R: Assolutamente, c’è reticenza sulla tematica. Anzi direi che è un vero e proprio tabù. Viene vista come una condizione normale e che va accettata perché naturale. Spesso vedo delle donne che a seguito alla famosa “goccetta” di urina incontrollabile portano l’assorbente intimo o il salva slip esponendosi a rischio infettivo e cambiamento del microbiota vaginale. È pur vero che ammettere di avere perdite di urina non è semplice, e a volte basta un semplice starnuto a provocarle. Invece, è proprio dal banale starnuto che si deve agire: il gesto semplice di starnutire, se provoca incontinenza urinaria, deve far accendere il campanello d’allarme di una sospetta scarsa ripresa dell’apparato urinario e dei muscoli del pavimento pelvico come, ad esempio, un accenno di prolasso, e si deve intervenire. Faccio presente che se si innesca una condizione di prolasso uterino o vescicale, anche se minimo, per la legge di gravità a cui tutti siamo sottoposti sulla terra, può solo che peggiorare.
Gli studi dicono questo: se nei primi tre mesi post-parto si verificano incontinenza e prolasso, dopo sei anni la percentuale dei pazienti con queste problematiche rimane la stessa. Quindi l’incontinenza urinaria post-parto, se non viene affrontata tempestivamente, è un problema che poi la donna si porta avanti anche per molto tempo, e rappresenta una condizione peggiorativa. È vero che i fattori possono essere anche genetici e riguardare la qualità dei legamenti che possono essere più lassi in funzione del tipo di collagene che viene espresso, e influisce anche se la paziente ha una tosse cronica o ha una condizione di obesità; però è anche vero che, se la paziente viene adeguatamente informata sull’importanza di allenare la muscolatura del pavimento pelvico nel pre-parto e durante la gravidanza, e le ragazze in età riproduttiva vengono educate a fare degli esercizi di potenziamento, queste condizioni si possono limitare di molto e persino evitare.
Io, per esempio, alle mie pazienti che desiderano una gravidanza consiglio proprio di fare anche l’elettrostimolazione intravaginale e dei muscoli dell’addome, perché sono più pronte poi a recuperare.
D: Qui entra anche in gioco EmpowerRF: vista la sua esperienza con la nostra tecnologia, quali sono benefici che si possono avere grazie a questa tipologia di trattamenti?
R: Per quanto mi riguarda, la tonificazione dei muscoli del pavimento pelvico e degli addominali specialmente sotto l’ombelico, unitamente al tightening (riacquisizione precoce dell’elasticità dei muscoli e delle strutture muscolose, mucose e cutanee ), portano a una qualità di vita migliore, perché la paziente non ha quei sintomi che colpiscono la qualità di vita, come appunto le perdite di urina durante lo starnuto oppure fastidi, dolori, lassità o ridotta percezione durante un rapporto sessuale.
Assolutamente, EmpowerRF porta benefici evidenti su tutti gli aspetti dell’incontinenza, del prolasso, dell’elasticità, ma anche della lubrificazione in sé. Il recupero nel post-parto, inoltre, è molto più veloce – si parla dai 3 ai 6 mesi di recupero rispetto al naturale decorso tra i 6 mesi e 1 anno.
D: Andando nello specifico dei trattamenti EmpowerRF, cosa si sentirebbe di dire per rassicurare sul fatto che non siano trattamenti dolorosi o invasivi?
R: I trattamenti con EmpowerRF sono dei trattamenti “safe”, non hanno effetti collaterali e sono fattibili, perché è come una ginnastica del pavimento pelvico, ma attiva e passiva. Attiva perché senti il muscolo e tu capisci, quindi il tuo cervello viene rieducato a muovere il muscolo nel modo in cui agisce l’elettrostimolazione; oltre a questo, senti anche durante la minzione dei benefici dati dallo svuotamento migliore della vescica. È un tool che dovrebbe essere inserito in tutti gli ospedali, come prevenzione post-partum e pre-parto di primo livello.
D: Un’ultima domanda, se si sentisse di dare un consiglio alle donne che si trovano durante questa nuova fase molto delicata della loro vita, cosa direbbe loro?
R: Sicuramente la prevenzione è la prima cosa: quando si vuole una gravidanza bisogna capire lo status fisico e muscolare in cui si è, effettuare una valutazione dello stile di vita, introdurre l’esercizio fisico, e sfruttare questi strumenti in funzione preventiva che grazie alla tecnologia medica abbiamo a disposizione. Durante la gravidanza consiglio di continuare ad eseguire una routine sana fatta di esercizio e attività fisica regolari, dare priorità alla valutazione personale dei muscoli del pavimento pelvico e dello scavo pelvico, e quindi capire come sono fatte le strutture, in modo tale che, sia durante il parto, che nel post-partum si possa intervenire già sui primi sintomi.
L’incontinenza urinaria post-parto è una condizione comune che può essere gestita efficacemente con esercizi e trattamenti specifici. Parlare apertamente di questo problema con il proprio medico è il primo passo verso una piena guarigione. Tenete a mente che il salva slip o l’assorbente intimo non sono la soluzione e che con il giusto supporto e le terapie adeguate, molte donne riescono a recuperare una vita attiva e relazionale assolutamente normale, in armonia con il proprio corpo.
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