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Menopausa e dolore durante i rapporti: come ritrovare equilibrio, piacere e vitalità. Intervista al Prof. Serati.
Secchezza vaginale, calo del desiderio, rapporti dolorosi: il benessere sessuale in menopausa è possibile, ma serve parlarne. I consigli del Prof. Maurizio Serati, ginecologo esperto in uroginecologia.

La menopausa è un passaggio naturale nella vita di ogni donna, ma spesso viene associata quasi esclusivamente a vampate, cambiamenti d’umore e aumento di peso. Molto meno si parla, invece, di come questa fase influenzi la sfera intima e la qualità della vita sessuale. Eppure, i cambiamenti ormonali che accompagnano la menopausa non riguardano solo il corpo, ma anche il desiderio, il piacere e il rapporto con sé stesse. Nonostante l’argomento tocchi un aspetto così intimo e importante, resta ancora circondato da silenzio e imbarazzo. Molte donne evitano di parlarne persino con il proprio ginecologo, rinunciando a cercare soluzioni. Il risultato è che disturbi comuni – come secchezza vaginale, dolore nei rapporti e calo del desiderio – vengono spesso sopportati in solitudine, con un impatto significativo sul benessere complessivo.
Per rompere questo tabù e offrire strumenti concreti, abbiamo parlato con il Prof. Maurizio Serati, ginecologo responsabile del servizio di uroginecologia e patologia del pavimento pelvico all’Ospedale Universitario di Varese, già presidente della Società Europea di Uroginecologia e oggi membro del direttivo della Società Mondiale per lo Studio e la Terapia dell’Incontinenza. La sua esperienza clinica e di ricerca offre una prospettiva chiara e diretta: “La funzione sessuale è uno dei fattori che più incidono sulla qualità della vita di una donna. Se manca una buona sessualità, difficilmente c’è una buona qualità di vita”.
Cosa cambia nella sessualità durante la menopausa
Il momento cruciale, spiega il Prof. Maurizio Serati, è il crollo degli estrogeni, un evento fisiologico che segna profondamente non solo il corpo, ma anche la dimensione psicologica e relazionale della donna. “Questo cambiamento ormonale ha un impatto drammatico su più livelli”, sottolinea. “Da una parte, provoca alterazioni evidenti a livello locale: l’atrofia delle mucose vulvo-vaginali, la perdita di lubrificazione naturale, la secchezza e il dolore durante i rapporti. In alcuni casi, si arriva persino all’impossibilità di avere rapporti sessuali completi”. Ma non si tratta solo di un disagio fisico.
“Con il tempo – continua Serati – il dolore e la difficoltà nell’intimità generano un progressivo distacco emotivo dalla sessualità. Subentra un calo del desiderio che non è solo ormonale, ma anche psicologico: la donna smette di riconoscersi in quel corpo che cambia, si sente meno desiderabile, meno padrona della propria vita intima”. A questo si aggiunge spesso una condizione poco discussa ma molto diffusa: l’incontinenza urinaria, che può insorgere già dopo il parto ma che in menopausa diventa molto frequente. “L’incontinenza peggiora sensibilmente la funzione sessuale – spiega – e spesso genera imbarazzo, ansia, senso di insicurezza, fino a un vero e proprio evitamento della sessualità”. Una delle criticità maggiori è che queste difficoltà vengono raramente esplicitate. “Se aspettiamo che siano le donne a raccontarci spontaneamente i loro disturbi – avverte il Professore – lo fanno solo nel 3-5% dei casi. Ma se poniamo le domande giuste, emerge un quadro ben diverso: fino al 60% delle donne in menopausa presenta disturbi sessuali significativi. Il problema non è raro, è taciuto”.
Le soluzioni: il ruolo della radiofrequenza
Affrontare i disturbi significa agire prima di tutto sulle cause locali, come l’atrofia vulvo-vaginale e la sindrome genitourinaria della menopausa. “Oltre agli estrogeni, per chi può assumerli, oggi disponiamo di tecnologie efficaci e sicure come la radiofrequenza” precisa Serati. Questa tecnologia stimola la rigenerazione delle mucose, migliora elasticità e idratazione, riduce dolore e secchezza. “La radiofrequenza è una procedura personalizzabile, priva di effetti collaterali e adatta anche a chi non può o non vuole assumere ormoni – ad esempio le donne con una storia o familiarità di tumore al seno – ma è utile anche a chi assume estrogeni e vuole un ulteriore miglioramento”.
Tra le opzioni più innovative, il Professore segnala EmpowerRF di InMode: “Con poche sedute si ottengono benefici che durano nel tempo, senza rischi o complicanze. È un approccio che può realmente migliorare la vita delle pazienti”.
Si può recuperare il benessere sessuale?
“Direi quasi completamente” afferma Serati. “Ogni età ha una sessualità diversa, ma questo non significa rinunciare a piacere, desiderio e intimità. L’importante è non ignorare il problema e affrontarlo con le giuste soluzioni”.
Il messaggio finale del Professore è diretto: “Parlatene. Cercate specialisti preparati, con cui vi sentiate a vostro agio. Oggi esistono trattamenti che possono cambiare radicalmente la qualità della vita. Il benessere sessuale non deve finire con la menopausa”.
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