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Incontinenza urinaria femminile da stress, da urgenza e mista. Differenze e soluzioni con la dott.ssa Milano
Ci sono esperienze intime che le donne condividono con riluttanza, quasi con un senso di colpa o di vergogna.
La sensazione di perdere qualche goccia di urina mentre si ride, si starnutisce o si sollevano le buste della spesa è una di queste. Succede, ed è molto più comune di quanto si pensi. Eppure, se ne parla ancora troppo poco. Soprattutto c’è ancora troppa poca conoscenza dell’incontinenza urinaria femminile e delle differenti tipologie in cui si può presentare: incontinenza urinaria da sforzo o stress, da urgenza oppure mista, scopriamo differenze e soluzioni attraverso l’esperienza dei nostri esperti.

Incontinenza urinaria: un dialogo aperto con la Dott.ssa Valentina Milano
Lo sa bene la Dott.ssa Valentina Milano, Chirurgo Generale con una formazione in Ginecologia estetica funzionale e un’attenzione crescente verso il benessere femminile. Da oltre un anno lavora con EmpowerRF, la piattaforma che le ha permesso di offrire un approccio più completo e integrato a disturbi come l’incontinenza urinaria. Un’esperienza che nasce da un ascolto attento delle sue pazienti.
“Mi occupavo di chirurgia dell’obesità e della tiroide. Spesso, durante le visite, le donne mi confidavano sintomi che riguardavano la loro sfera più intima: perdite involontarie, fastidi, difficoltà legate alla zona pelvica. È stato un campanello d’allarme. Ho iniziato a collegare i puntini e a sentire il bisogno di approfondire.”
Da lì, un nuovo percorso. Formazione, specializzazione, ascolto. E un dato che si fa sempre più evidente: l’incontinenza urinaria riguarda una percentuale altissima di donne, anche giovani, ma resta un tabù.
Cos’è davvero l’incontinenza urinaria femminile?
“Quando parliamo di incontinenza, ci riferiamo alla perdita involontaria di urina, anche solo di poche gocce. Può sembrare una sciocchezza all’inizio, ma per molte donne è un disagio quotidiano che limita la vita, mina la sicurezza, compromette il benessere sessuale e relazionale.”
Ma non esiste un solo tipo di incontinenza. E proprio da questa consapevolezza passa la possibilità di individuare il percorso terapeutico più adatto.
Le diverse tipologie: incontinenza da stress, da urgenza oppure mista
Quella più diffusa è l’incontinenza da sforzo, o da stress. Si manifesta con piccole perdite legate a uno sforzo fisico: un colpo di tosse, una risata, un salto, perfino una passeggiata più sostenuta.
“La causa è spesso l’indebolimento del pavimento pelvico – ci spiega la Dott.ssa Milano – una condizione che può insorgere dopo il parto, con l’età o per predisposizione anatomica”.
Esiste poi l’incontinenza da urgenza, che si presenta in modo diverso: con uno stimolo improvviso e incontrollabile ad urinare, tanto da non riuscire a trattenere le perdite prima di raggiungere il bagno. “In questo caso si parla di una iperattività del muscolo detrusore, che può avere origine idiopatica oppure essere legata a condizioni neurologiche”.
In molte donne, queste due forme si sovrappongono: è il caso dell’incontinenza mista, un quadro più complesso che necessita di un inquadramento clinico preciso.
Infine, ci sono forme meno comuni ma comunque presenti: l’incontinenza da svuotamento incompleto, dovuta a un ostacolo fisico o funzionale nella minzione, e quella funzionale, che riguarda donne con difficoltà motorie o cognitive e si manifesta come una difficoltà nel raggiungere il bagno in tempo.
Incontinenza urinaria: i segnali che ogni donna non deve ignorare
“Succede spesso che una donna noti i primi segnali e li minimizzi. Perde qualche goccia di urina sollevando le buste della spesa, oppure deve contrarre volontariamente l’addome per evitare una perdita quando tossisce. Sono piccoli episodi, ma sono già dei segnali chiari che qualcosa non va. Ed è importante non ignorarli.”
Il consiglio della Dott.ssa Milano è semplice, ma potente: non aspettare. Parlarne. Farsi ascoltare da uno specialista.
L’incontinenza urinaria dalla diagnosi al trattamento
Oggi esistono strumenti concreti per affrontare l’incontinenza urinaria femminile che sia da stress, da urgenza oppure mista. Non solo riabilitazione del pavimento pelvico e trattamenti farmacologici, ma anche tecnologie non invasive come quelle offerte dalla piattaforma EmpowerRF, che permette un’azione mirata e progressiva sui tessuti.
“L’obiettivo è restituire controllo, autonomia e qualità di vita. È una conquista importante, perché permette alle donne di tornare a vivere il proprio corpo con sicurezza, senza più vergogna.”
In definitiva, affrontare l’incontinenza urinaria non è solo una questione clinica. È un gesto di cura verso sé stesse. E passa, prima di tutto, dalla possibilità di parlarne apertamente.


